Suite Etnapolis: l’epos di un mondo in vetrina. La poesia di Antonio Lanza.

Di Gabriella Grasso

 

C’è una dimensione epica e al contempo paradigmatica nel quotidiano, che l’arte talvolta riesce a cogliere e restituire, facendoci un grande dono, specie se quel quotidiano è logorante, spersonalizzante, quanto di più lontano dall’armonia, dalla sobrietà e, in ultima analisi, dalla gratuità. Appare così al poeta la sfibrante routine di un centro commerciale ipertrofico, caleidoscopio di luci colori suoni rumori sollecitazioni d’ogni genere, meccanismo senza anima che tritura tutto quello che contiene (merci, persone, idee, relazioni) in una catena senza respiro e sempre uguale a se stessa.

Il poeta in questione è Antonio Lanza, autore originario di Biancavilla, paese etneo, che quel contesto ha conosciuto bene, avendoci lavorato e avendolo osservato (e vissuto) nelle sue dinamiche. Il suo Suite Etnapolis, edito nel 2019 da Interlinea, è ambientato proprio nel centro commerciale di Etnapolis, alle falde dell’Etna, progettato dall’architetto Fuksas nel 2004, quinto in Italia per dimensioni e vivace attrattiva per molti abitanti della zona pedemontana e non solo. L’autore lo fa rivivere, nitido e spietato, in un libro complesso tanto dal punto di vista tematico quanto sotto l’aspetto formale, con una grande carica di umanità che non lascia indifferente il lettore.

Si tratta di un lavoro che può ascriversi al filone della poesia civile, nell’alveo di una tradizione ricca di contributi importanti (da Pagliarani a Di Ruscio, solo per citare alcuni nomi, fino alle più recenti uscite di Targhetta, Ilaria Grasso e l’antologia La nostra classe sepolta). Questo macrotesto, che al suo interno contiene trame intersecantesi e varie piste di riflessione, è però una realtà composita e sfugge ad una definizione univoca.

La prima scelta strutturale che balza agli occhi è quella di una sorta di prosimetro, che, a ben guardare, va oltre l’alternanza prosa-poesia e coinvolge modalità espressive diverse, dai messaggi social all’intervista, a tratti “censurata” alla Isgrò, dalla conversazione telefonica al monologo al flusso di coscienza, in una sorta di zapping, un susseguirsi e incastrarsi, in giochi di costruzione e decostruzione di senso.

Ne consegue un’interessante commistione di linguaggi, di materiali anche extra-letterari e di registri talvolta molto diversi tra loro, ma sempre funzionali ad una rappresentazione vivida, da presa diretta. Un’atmosfera tuttavia così onirica, atemporale, per quella ciclicità spietata che caratterizza la scansione del tempo nel centro commerciale, quasi novella creazione-coazione a ripetere di una serie di operazioni che tengono in vita quel mondo.

Il libro abbraccia infatti un arco temporale di una settimana lavorativa di Etnapolis, che inizia però dalla domenica, non a caso giorno di non riposo, in una cosmogonia centrata sulla vendita e sul profitto: “Santa e benedetta la domenica di Etnapolis, / santo il profitto santo lo sfruttamento santa la pena”.

È un mondo dentro il mondo, un’antonomasia, un congegno che si mette in moto, inesorabilmente uguale a se stesso, suadente e perentorio: “s’infratta distorto il messaggio: acquistare è buono. Tutta / Etnapolis è raggiunta da etnapolis, / non c’è angolo che scampi al suono / della sua voce”. Le ore, monotone e prevedibili, piatte e orizzontali nonostante il loro scorrere, sono scandite dagli annunci delle voci al microfono, la maschile, autoritaria, normativa, e la femminile, suasoria, invitante: “Il lavoro che sta per iniziare l’inizio / del lavoro il lavoro che sta per finire / la fine del lavoro tutto qui è predefinito / da voci registrate tutto qui è finalizzato / e che siano in sincrono tutte le attività”.

Nella bolla artificiale del centro commerciale “il tempo / pur passando anche di qui, qui / non lascia storia, perentorio / big bang di cemento da cui d’un colpo / questo bianco Etnapolis è sorto”.

Dentro questo ambiente si muovono personaggi molto diversi, ognuno con il proprio carico di sofferenza, ignoto al carosello che li circonda. I loro discorsi sono contraddistinti dall’uso di registri differenti tra loro: Alfredo, in crisi per l’imminente nascita di un figlio e con poche certezze nella vita, Samuele, dallo sguardo curioso e critico su ciò che lo circonda, Cinzia, che lo ama e condivide con lui la “prigionia” del lavoro di commessa, Vanessa inquieta neomamma, tormentata da una nuova immagine di sé- che non accetta- e dal pensiero di un bimbo che rivedrà solo a sera, Daria, assetata di vita, Laura, che vive nella paura di dover pagare cara la propria avvenenza, con l’ombra di uno stalker alle spalle.

Li accomuna l’opprimente sensazione di essere dei forzati del lavoro (“puntuale nel respiro / la coda dell’obbedienza”, “Etnapolis dei cani / sedati dietro le gabbie”), la “prigionia” (“Ti ricordi, con un misto / di eroismo e malinconia / il cielo com’era chiaro / prima di entrare / stamattina”, “Poi ci si ingrotta”), l’ansia sottile, persistente, della precarietà (“Un diffuso stato di allarme, inudibile / perché chiuso nel buoi dei polsi, / nei turni trascorsi / in solitaria: le lamentele, le minacce dei titolari perché / gli incassi sono al di sotto/ delle aspettative, la probabile / riduzione del personale”).

Accanto ai commessi, intorno, altre presenze che sembrano sagome, disegnate dai loro ruoli, ma che rivelano la propria umanità attraverso piccoli gesti, come la guardia giurata Nuccio o le addette alla pulizia, che, nel “coro” intitolato Le silenziose, esprimono attraverso la voce del poeta le frustrazioni di una vita: “(…) da ragazze, giovanotti / e buona sorte si alternarono in ginocchio, / i gradini delle scuole sembrando / un trampolino di tre metri da cui / staccarsi fiduciose per il tuffo: e poi, / come fu che poi l’aria a tradimento / si assottigliò”.

Sono tessere di un’umanità mortificata da tempi, ruoli, contesti che la costringono in una gabbia, reboante, di luci e ombre: “colonia penale, Etnapolis / pista di decollo, navicella spaziale, Ecclesia – / piàcciati entrare intera nel mio canto, / le luci come l’immondo”.

Originale, nel suo attingere alla tradizione, appare lo stile. E non è un paradosso, ma una delle operazioni più delicate che un autore possa decidere di compiere. Nella scrittura di Antonio Lanza troviamo rimandi alle narrazioni più antiche, dalle Sacre Scritture all’epica classica, poiché è costante tanto il richiamo alla forza declamatoria dell’epos quanto ad una sorta di nuova “sacralità” del contesto commerciale, entrambe in chiave non direi parodistica, ma comunque rovesciata e problematica.

Ecco dunque, da una parte, la descrizione dei personaggi mediante epiteti (i clienti “camicia a scacchi”), inconsueti patronimici (“Laura di Lovable”) e accusativi alla greca, la costruzione della frase con i gerundi e con calchi dell’ablativo assoluto; dall’altra parte, il tono salmodiante di alcune parti e il richiamo esplicito ai costrutti di Qoèlet (“Etnapolis di etnapolis” come “Vanità di vanità”).  L’uso di artifici retorici si muove su una doppia linea di intenti: è aderente, quasi in modo mimetico, all’oggetto, nel caso dell’accumulatio, coerente al susseguirsi convulso di clienti, di merci, di scontrini; risulta invece “straniante” nel ricorso all’aggettivazione spinta, articolata in endiadi e in ossimori, che collocano Etnapolis in una dimensione atemporale e dialettica: “Materna e Moloch / Etnapolis, Mammona e Maschera / di lupa – Multisala, Multicefala” o le dedicano complesse litanìe: “Amaro e noia Etnapolis, pletora / di insegne Etnapolis, macropaese / di sconosciuti, Idolo, Edicola, / Obolo, Offerta Votiva”.

La bulimia di Etnapolis, “nuvola a vuoto dell’euro”, sembra inarrestabile: solo un evento o una presenza esterna, più volte confusamente immaginata, paventata e allo stesso tempo quasi desiderata dalla voce narrante, potrebbe portare un cambiamento di segno. Sarà quel che accadrà nella parte finale del libro, schiudendo nuovi scenari nei quali l’autore non si inoltra.

Al di là delle scene concitate (e profetiche) dell’epilogo, che non voglio anticipare, resta impressa nella memoria di chi legge la scena potente, centrale, nella quale si lacera la borsa degli acquisti con l’eloquente logo Hevel, termine che rimanda al campo semantico dell’inutilità, del non senso, ennesimo richiamo all’Ecclesiaste. La borsa della spesa si squarcia e tutte le merci si spargono caoticamente per terra: immagine emblematica del vano affannarsi ed accumulare, tanto nel micromondo di Etnapolis quanto, a più larga e drammatica scala, nel villaggio globale, iperattivo e miope del consumismo odierno.

 

 

 

 

 

Alcuni testi

 

Vergine e pubica la domenica di Etnapolis

pochi minuti prima dell’apertura

al pubblico, ma già la percorrono

i primi polpacci pelosi e carrelli

Iperfamila che sferragliano vuoti.

Al mattino le commesse hanno il volto

tagliato di sghimbescio da un tratto

rosso di uniposca e bevono decine

di caffè al bar di Prestipino.

 

 

La vita, poi, si attiva con precisa

lentezza dentro e fuori i negozi;

la vita è cieca, automatica: erompe

da gesti meccanici, mnemonici,

minimi, quotidiani, come la spazzata,

i numeri a tre o quattro cifre sul registro

dei corrispettivi, l’avvio dei computer.

 

*

 

“Ma ce l’abbiamo il tempo, ce l’abbiamo?”

ancora sott’acqua, sotto il lenzuolo

blu, la mente è un’alga

marina che si presta alle correnti

e le parole brillano su, a scaglie.

Cinzia è stesa su un fianco,

il viso disteso dal sonno

“Voglio dormire ancora” lamenta

“e poi fare l’amore” e imbroncia le labbra.

La sveglia: Zivago

 

e un fazzoletto sul comodino;

il corridoio, la cucina,

la rapida colazione, l’aperto

mattino all’imbocco

della SS 284, e le ombre

dei cavi elettrici

sull’asfalto, il bordo

della strada disseminato di cani.

 

Poi ci si ingrotta.

 

*

 

Il cliente ha bisogno

di sicurezza il cliente

ha bisogno di divieti il cliente

necessita di regole

il cliente vuole l’ora

esatta e l’esatta

sua posizione, che ci siano

le guardie con l’uniforme, le telecamere,

e che qualcuno gli rammenti le telecamere,

la squadra antincendio,

il pavimento pulito, che tutto

funzioni, confini certi,

che il sapone nei bagni, che di domenica

la messa, che le eventuali informazioni,

che i prezzi ben esposti, che tutto

torni.

 

*

 

DARIA (A CINZIA; ORA DI PRANZO, IN CASSA)

Bedda, ma come riesci a mangiartela tutta, quella bolognese è due volte la tua faccia! Un euro e cinquanta, grazie! Ma hai saputo che è successo? Come, no?! La macchina di Laura. Poco fa, non lo hai sentito? Le hanno fatto trovare tutti e due gli sportelli aperti e una bottiglietta di benzina sul sedile. Ma com’è che non hai sentito nulla?

 

*

MAMMA: Non sei tu, io lo vedevo che non eri tu, e lo vedo ora, ma adesso senti, un bar, non c’è un bar, che so, lì vicino, ti prendi un bicchiere d’acqua, che so, una…per non metterti subito a guidare, una fanta, troppo agitata sei per guidare, post parto, ossantiddio, così la chiamavano lì, perché non devo ricordarmi subito le cose, depressione post parto, quel programma che fanno dopo il tiggì, che tuo padre ogni volta, ma gioia mia credimi, non è niente, un bar, allora, ché lì vicino un bar ci deve essere, ti fai due passi, ti lavi il viso…

 

*

 

Chiaro e sorridente si apre l’allegro

carnevale di volti, chiaro

perché cola dai lucernari umana

una luce dietro cui Etnapolis per ora

un passo indietro si ritrae a

trattenere fiato e incantamenti.

 

 

*

Volge in sera

il pomeriggio (…)

(…) e per congiura manda

pane più buono la radio, la voce

roca di Bonnie Tyler che dichiara

che è stato solo un gioco folle

nient’altro che un gioco folle,

e a qualcuno dei distratti

o dei commessi potrebbe persino

avvenire di sentirsene punto,

lì dove più molle e non difeso

da ossa attende paziente il dolore

di essere vivi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Tre domande ad Antonio Lanza

 

 D: Da quale sostrato personale nasce Suite Etnapolis?

R: L’idea di scrivere Suite Etnapolis nasce da una esperienza lavorativa in una libreria di catena proprio a Etnapolis, dal 2011 al 2015. Nonostante la stesura del poema mi abbia preso soltanto gli ultimi due anni, tra l’agosto del 2013 e l’agosto del 2015, posso affermare che Etnapolis è stato da subito uno straordinario motore di immaginazione e di scrittura. L’ambiente lavorativo rilassato, le luci, la musica, la festa perenne mi suggerivano però storie, idee e temi improntati a un tono ironico, giocoso, al più sarcastico. E la poesia sembrava restarne fuori. Poi però è arrivata la crisi economica, con il conseguente dramma dei negozi che chiudono, degli amici che perdono il lavoro, dell’allarme sempre più prossimo che tra poco potrebbe travolgere anche te, appena sposato e con un figlio in arrivo. Mi trovavo al punto in cui storia personale e destino collettivo si incontrano, e contavo di poterlo raccontare, che ne valesse la pena, e stavolta sì, attraverso la poesia. 

Ero ossessionato dalla poesia, ormai da anni, da sempre. La mia scrittura, mi sembrava, era uscita già da un po’, anche se in ritardo, da quel limbo che è il puro esercizio. Ero approdato a una più consapevole necessità espressiva, ma era come se non riuscissi ancora a incanalare bene una “forza” che avvertivo dentro, a darle una forma. Ciononostante, la presentivo. Il pensiero ostinato della scrittura, la cieca tensione verso la scrittura, ma senza che niente sgorgasse davvero, o quanto meno nulla che mi convincesse. Poi un giorno di agosto del 2013, “Vergine e pubica la domenica di Etnapolis”, il verso di apertura del mio poema, è stato insieme un dono venuto da chissà dove e una sfida lanciata e non più ritrattabile, il momento in cui per la prima volta mi sono sentito finalmente straniero a me stesso, e fino in fondo me stesso. 

 

D: La scelta di una pluralità di voci, di linguaggi e di registri è nata a monte o in itinere, nel percorso di elaborazione dell’opera?

R: Probabilmente era proprio il sentirmi costretto all’uso di una sola voce – autobiografica e solipsistica – che ingabbiava la mia voce, il motivo per cui sentivo un abisso tra le risorse espressive che pensavo di avere e l’asfittico rivolo di scrittura che veniva fuori nella pagina nel corso delle prove precedenti, di cui non ero mai soddisfatto. L’insoddisfazione era del resto generale, investiva anche le mie letture di allora. Ero convinto che la poesia fosse un mezzo potentissimo di presa di possesso e di trasfigurazione del reale, eppure leggevo tanta poesia contemporanea che mi pareva rinunciare a quell’impresa, farsi pigramente frammentaria, monolinguistica e monostilistica, adagiarsi su alcuni facili trucchetti, giungere in fretta a una qualche epifania, fare bene il compitino, non sbagliare, non rischiare. Desideravo andare invece nella direzione opposta, anche se più esposta al rischio del fallimento. Nonostante avessi pensato inizialmente a un solo personaggio (quello del commesso di libreria, che per di più aveva il mio stesso nome) capace di portare su di sé il significato dell’opera, gli altri personaggi pirandellianamente reclamavano più spazio, desideravano muoversi, avere una loro storia da compiere, ciascuno era certissimo di poter arricchire con pari dignità il senso del libro. Sono quindi giunto presto alla convinzione che non sarebbe esistito un corifeo che parlasse al posto o per conto del coro. Non mi sono dato limiti, del resto. L’unico limite era: è davvero necessario questo o quell’espediente, questo o quel salto linguistico o stilistico? L’opera è cresciuta su sé stessa, portata dalla sua stessa forza, direi, fino a rompere gli argini della poesia e diventare, nella quinta sezione, quasi per naturale conseguenza, anche prosa. Suite Etnapolis mi è cresciuta come un albero. 

 

D: Se dovessi pensare ad un’altra versione di Suite Etnapolis, come la immagineresti? Una rappresentazione teatrale, una versione cinematografica o altro? 

R: Spero che chi legga Suite Etnapolis senta che l’autore, come notava Andrea Accardi in un suo intervento sul mio libro, stia in realtà muovendo una telecamera, che le “voci” che lo abitano non siano soltanto voci, ma personaggi che si muovono e interagiscono in uno spazio fisico, che infine “suite” rimandi già dal titolo alla musica, alle suite della musica rock in particolare. Ho sempre amato quelle opere che non abitano soltanto un genere, che riescono a sconfinare, a straripare, a trarre linfa da altri linguaggi: penso a un album come The Wall dei Pink Floyd, per esempio, diventato poi un film, o a Dogville di Lars Von Trier, recitato in uno spazio che potrebbe essere il palcoscenico di un teatro, scandito in capitoli e raccontato da una voce esterna, che può far pensare al narratore di un romanzo. Ho avuto già due contatti per una possibile riduzione teatrale di Suite, poi per vari motivi naufragati. Sarebbe un sogno, poi, se si potesse realizzarne una versione cinematografica, ma non oso sperare tanto. Da qualche tempo, invece, mi è saltata in mente l’idea di cercare contatti nel mondo editoriale del graphic novel. Insomma, come uno dei personaggi che mi è più caro di Suite Etnapolis, Daria, la cassiera del bar che infine compie una radicale, splendida “metamorfosi”, mi piacerebbe che anche il mio libro smetta di essere soltanto un poema.

 

 

517 comments

  1. Great ?V I should certainly pronounce, impressed with your web site. I had no trouble navigating through all tabs and related information ended up being truly simple to do to access. I recently found what I hoped for before you know it in the least. Reasonably unusual. Is likely to appreciate it for those who add forums or anything, website theme . a tones way for your client to communicate. Excellent task..

  2. celiachia says:

    Hello there, just became aware of your blog through Google, and found that it’s really informative. I’m gonna watch out for brussels. I will be grateful if you continue this in future. Lots of people will be benefited from your writing. Cheers!

  3. This blog is definitely rather handy since I’m at the moment creating an internet floral website – although I am only starting out therefore it’s really fairly small, nothing like this site. Can link to a few of the posts here as they are quite. Thanks much. Zoey Olsen

  4. This is the right blog for anyone who wants to find out about this topic. You realize so much its almost hard to argue with you (not that I actually would want…HaHa). You definitely put a new spin on a topic thats been written about for years. Great stuff, just great!

  5. After study just a few of the weblog posts in your website now, and I truly like your approach of blogging. I bookmarked it to my bookmark website checklist and might be checking again soon. Pls check out my website as effectively and let me know what you think.

  6. Hamile Kadın Para İçin Sikişmeyi Kabul Ediyor Gizlice girdi, selin öfkeli bir şekilde annesine, biraz real big boob sonra yerine koydum.
    Aylar sonra annem dogum yaptı. Ama o senden 2025 cm sarışın kızı grup
    durr. Neredeyse sürünerek bağın porno guzel biz daldık.
    10:09 Hamile kadını üç erkek tüm deliklerine sikiyor.

  7. Wonderful goods from you, man. I’ve take into accout your stuff prior to and you’re simply extremely wonderful.

    I actually like what you’ve bought right here, certainly like what you are stating and the best way through which
    you are saying it. You are making it entertaining and you continue to
    take care of to keep it wise. I cant wait to learn much more from you.
    This is actually a tremendous website.

  8. Whats up very cool blog!! Guy .. Beautiful .. Superb .. I will bookmark your blog and take the feeds additionallyKI’m satisfied to seek out numerous helpful info here within the submit, we want work out more strategies in this regard, thanks for sharing. . . . . .

  9. idromorfone says:

    I found your blog website on google and examine just a few of your early posts. Proceed to maintain up the very good operate. I just extra up your RSS feed to my MSN Information Reader. Searching for forward to reading more from you later on!…

  10. An impressive share, I just given this onto a colleague who was doing a little analysis on this. And he in fact bought me breakfast because I found it for him.. smile. So let me reword that: Thnx for the treat! But yeah Thnkx for spending the time to discuss this, I feel strongly about it and love reading more on this topic. If possible, as you become expertise, would you mind updating your blog with more details? It is highly helpful for me. Big thumb up for this blog post!

  11. Hi, I think your site might be having browser compatibility issues. When I look at your website in Safari, it looks fine but when opening in Internet Explorer, it has some overlapping. I just wanted to give you a quick heads up! Other then that, fantastic blog!

  12. Good post. I learn something tougher on totally different blogs everyday. It will all the time be stimulating to read content material from different writers and practice somewhat something from their store. I’d favor to use some with the content material on my weblog whether you don’t mind. Natually I’ll give you a hyperlink on your internet blog. Thanks for sharing.

  13. Hey very nice web site!! Man .. Beautiful .. Amazing .. I’ll bookmark your website and take the feeds also…I am happy to find so many useful info here in the post, we need develop more techniques in this regard, thanks for sharing. . . . . .

  14. junk car says:
  15. junk car says:
  16. junk car says:
  17. Please let me know if you’re looking for a article writer for your weblog. You have some really good articles and I think I would be a good asset. If you ever want to take some of the load off, I’d really like to write some material for your blog in exchange for a link back to mine. Please shoot me an email if interested. Cheers!

  18. Write more, thats all I have to say. Literally, it seems as though you relied on the video to make your point. You obviously know what youre talking about, why throw away your intelligence on just posting videos to your site when you could be giving us something enlightening to read?

  19. Great beat ! I would like to apprentice at the same time as you amend your web site, how can i subscribe for a weblog site? The account helped me a appropriate deal. I have been tiny bit familiar of this your broadcast provided brilliant transparent concept

  20. I like the helpful information you provide in your articles. I’ll bookmark your weblog and check again here frequently. I’m quite certain I will learn many new stuff right here! Good luck for the next!

  21. What i don’t realize is actually how you are not actually much more well-liked than you might be right now. You are so intelligent. You realize therefore considerably relating to this subject, made me personally consider it from numerous varied angles. Its like men and women aren’t fascinated unless it is one thing to accomplish with Lady gaga! Your own stuffs great. Always maintain it up!

  22. I simply wanted to thank you so much once more. I am not sure what I would have taken care of without the type of advice revealed by you on my question. It was a very troublesome scenario in my view, nevertheless coming across a new specialized approach you resolved it forced me to leap with gladness. I will be happy for your assistance and thus believe you are aware of an amazing job you have been undertaking teaching people today with the aid of your webpage. Most likely you haven’t met any of us.

  23. I would like to express my gratitude for your generosity for folks who absolutely need guidance on this particular idea. Your very own commitment to getting the message throughout has been amazingly effective and have surely helped associates like me to get to their dreams. Your new valuable help denotes a great deal a person like me and a whole lot more to my fellow workers. With thanks; from all of us.

  24. right here says:

    Hello, i believe that i noticed you visited my web site so i came to “go back the favor”.I am attempting to in finding issues to enhance my web site!I suppose its ok to use some of your concepts!!

  25. Thanks for the sensible critique. Me & my neighbor were just preparing to do some research on this. We got a grab a book from our area library but I think I learned more from this post. I am very glad to see such fantastic info being shared freely out there.

  26. ciglia finte says:

    I’m not certain the place you are getting your information, but good topic. I needs to spend a while finding out more or working out more. Thanks for fantastic information I used to be on the lookout for this info for my mission.

  27. Thanks so much for providing individuals with a very pleasant opportunity to read articles and blog posts from this website. It’s always so pleasing and also packed with a lot of fun for me personally and my office colleagues to search your blog at minimum 3 times in a week to see the latest stuff you will have. And indeed, I’m actually fulfilled with all the superb solutions you give. Selected 3 areas in this posting are easily the most suitable I have had.

  28. Great blog! Do you have any tips and hints for aspiring writers? I’m planning to start my own site soon but I’m a little lost on everything. Would you recommend starting with a free platform like WordPress or go for a paid option? There are so many choices out there that I’m totally overwhelmed .. Any suggestions? Many thanks!

  29. Hiya, I’m really glad I’ve found this information. Today bloggers publish only about gossips and web and this is really irritating. A good web site with interesting content, this is what I need. Thank you for keeping this web-site, I’ll be visiting it. Do you do newsletters? Can not find it.

  30. epigrafe says:

    When I initially commented I clicked the “Notify me when new comments are added” checkbox and now each time a comment is added I get several e-mails with the same comment. Is there any way you can remove me from that service? Thanks a lot!

  31. I do agree with all the ideas you have presented in your post. They’re very convincing and will definitely work. Still, the posts are very short for novices. Could you please extend them a little from next time? Thanks for the post.

  32. Simply want to say your article is as amazing. The clearness in your post is just spectacular and i can assume you are an expert on this subject. Fine with your permission let me to grab your feed to keep updated with forthcoming post. Thanks a million and please carry on the enjoyable work.

  33. betceb says:

    Download

    Calico is a simple tool which allows you to interact with GPIB based devices via Python scripts.
    You can use the native Python features and import any GPIB library, support multiple GPIB devices and modify the default settings on the fly. Calico offers a rich API and returns the data every time it is called. It provides official Python https://eninbetsawb.weebly.com

    6add127376 betceb

  34. jancai says:

    Lite Features

    Scancat Lite can scan for Inventory ID, Crossover Station, Stations that scan well, country code, and perhaps some other attributes. While scanning the radio, the Lite extension can provide a list of the it’s present scan list even while the scan is performed.
    The Scancat Lite is an extension for Scancat-GOLD. The Lite program will by default of course scan for scan lists available on the radio. https://cse.google.com.ly/url?sa=t&url=https://zigrolane.weebly.com

    6add127376 jancai

  35. tamaarie says:

    Assertion: the configuration parameters of the filter are necessarily equal to the size of the original image. In other words, a smaller image is less affected by the purple fringing. If, for example, the original image has a size of 3 by 3 pixels, then the filter configuration should be:

    Explanation: color conversions are a way of transforming the image color model from one color space into another. The result of this operation is the image with different color values translated https://obculdiran.weebly.com

    6add127376 tamaarie

  36. gautalo says:

    Please report problems at

    This project is licensed under a
    Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 License.
    (TOGO™, padeless)

    Contributions
    ========================================
    Please report any bugs or feature requests to the padeless community, at

    Please submit use-case requests (ideas for new features https://purgentlinext.weebly.com

    6add127376 gautalo

  37. webgild says:

    Autoperfusion of the systemic circulation via the common carotid artery, a novel physiological approach to in situ renal perfusion.
    The human kidney’s functional importance is well appreciated, as is the epidemiological evidence that indicates that chronic renal disease is an important source of morbidity and mortality. After initial reports of successful renal hypothermic preservation, it was recognized that, like other organs, renal function could deteriorate with subsequent warm and cold ischaemic damage (aortic trans https://eninbetsawb.weebly.com

    6add127376 webgild

  38. sygffush says:

    Description

    Distributed computation of a large BAM dataset in hadoop, through the tool Hadoop-BAM.
    This project has been developed at the University of Montpellier 2 as a Free and Open Source software, called Hadoop-BAM.
    The software is published under the MIT license.
    It implements a Java API to access and manipulate the BAM data in the Hadoop distributed computing framework and it is available on Github as a WAR file https://vawifirmse.weebly.com

    6add127376 sygffush

  39. warrpree says:

    Open source OS package manager with a friendly interface
    A perfect case of “if it ain’t broke, don’t try to fix it”. This software offers such a simple yet user friendly way of searching for and installing open source applications that you’d have a hard time finding a simpler way of downloading and installing software.
    The application’s interface is relatively small and clean, featuring an extensive list of available package types, along with a few common command-line options that you could use if you prefer https://estasulzua.weebly.com

    6add127376 warrpree

  40. aidakel says:

    Leave your comment below.

    SRS can easily wipe out all your time or money you spent on your most important software programs.

    If you’re really careful, you can make sure that your PC always runs like a well-maintained car. Take some time to be aware of the potential security issues affecting your PC.

    You should keep updating any installed programs. If you want to do a simple sweep for a particular directory, you can also use the Windows https://knp24.ru/bitrix/redirect.php?event1=&event2=&event3=&goto=https://choelocreelsmouths.weebly.com

    6add127376 aidakel