“Topologia del caos” La crisi del vecchio ordine e il mondo contemporaneo

 

di Lucrezia Lombardo 

Se l’Occidente rivela oggi la propria stanchezza, quasi implodendo, il resto del mondo è invece in fibrillazione. Non assistiamo, infatti, a una semplice moltiplicazione dei conflitti globali, ma a una trasformazione della forma stessa dell’ordine mondiale, per cui il caos non è assenza di struttura, ma il prodotto di un eccesso di connessioni. Da ciò deriva che l’odierna instabilità politica non è sintomo di un vuoto, ma, piuttosto, il prodotto di una sovrasaturazione.

Dopo la fine della Guerra fredda, celebrata come “fine della storia”, si è affermata l’illusione di un ordine lineare, governato dal mercato e dalla tecnica. Oggi, quella linearità si frantuma. Il mondo non è più organizzato attorno a un centro egemonico stabile, ma attraversato da molteplici poli di potere che si attraggono e si respingono. Il caos, difatti, non esplode solo ai margini, ma emerge dal cuore  stesso del sistema. Le guerre non sono più soltanto territoriali, ma ibride, informatiche, economiche e tecnologiche.

La battaglia si combatte così attraverso reti, algoritmi e flussi finanziari, tanto che l’informazione e la contro-informazione diventano armi pericolosissime. La verità -in questo crogiolo- perde la propria  autenticità e viene misconosciuta, ma non per effetto della censura, bensì a causa di una sovrapproduzione di narrazioni. In mezzo ad un rumore incessante, il discernimento degli individui si indebolisce e il disordine si fa,  prima di tutto, cognitivo.

 

La globalizzazione, che prometteva integrazione e commistione, si sta rivelando come motivo di frizioni, mentre le catene di approvvigionamento si rivelano sempre più fragili. Una crisi sanitaria, un conflitto regionale, una decisione politica in un punto del pianeta, generano ormai onde d’urto globali. L’interdipendenza, celebrata come garanzia di pace, si è pertanto trasformata in vulnerabilità sistemica, per cui ogni nodo della rete è anche un punto di collasso potenziale.

 

Entro tale contesto, il caos globale non è soltanto geopolitico, ma dovuto al vacillare dell’idea moderna di “dominio tecnico”. L’essere umano scopre, pertanto, di non essere sovrano, ma parte di una complessa ecologia che lo trascende, tanto che persino l’economia è entrata in una fase di turbolenza permanente. Continua a leggere