
di Serena Vinci
Di guerriere se ne trovano di tutte le estrazioni sociali: aristocratiche, contadine, popolane, persino scrittrici. I nomi di alcune, come la Tigre di Romagna, sono rimasti negli annali. La maggior parte di esse, però, è poco conosciuta al grande pubblico: Cia Ordelaffi, Orsina Visconti, Antonia Torelli, Donella Rossi e tante altre, tutte parti di una storia che rimonta fino agli albori del medioevo. (p. XII)
L’indagine storica dovrebbe sempre muoversi nel tentativo di sollecitare l’emersione dall’ombra di persone, fatti, circostanze, cause e conseguenze, poco note oppure volutamente trasfigurate e minimizzate, in una forma di insabbiamento che è ciò che accaduto nei secoli alle donne. La storia delle donne è infatti un campo di ricerca che solo recentemente si è costituito come autonomo.
Nel corso delle ricostruzioni storiche di alto rigore scientifico e onestà intellettuale, la postura dell’autore, pervade il racconto e lo plasma. Non è nuovo l’interesse di Salomoni per questo ambito di ricerca, dal momento che già in relazione ai contenuto di un altro suo saggio, Magellano: Il primo viaggio intorno al mondo (Laterza, 2022), gli era stata attribuita una quasi eccessiva «attenzione riservata alle donne in una storia di viaggio».
Si può dire che Leonesse di David Salomoni (Laterza 2024) costituisca un’ottima pietra d’inciampo, perché obbliga a soffermarsi su molti aspetti che talvolta sfuggono all’opinione pubblica, nella frenesia entusiastica di percepire il nostro attuale periodo storico come il più sensibile e propenso a dare spazio alle donne. L’autore dimostra invece che «le donne sono sempre esistite». Non solo sono esistite, ma hanno anche inciso sulla storia europea.
Prova ne è una delle figure femminili citate, Cristina da Pizzano (1364-1431), meglio nota come Christine de Pizan, italiana emigrata in Francia con la famiglia da bambina e lì diventata la più nota scrittrice e attivista femminista (ante litteram!). Cristina ha dato vita a quella particolare discussione tra intellettuali (e qui intendo uomini e donne) che viene usata come categoria interpretativa, nota come Querelle des femmes. Continua a leggere