Filosofe. Dieci donne che hanno cambiato il mondo

di Ivana Rinaldi

Si tratta, ancora una volta, di rompere il silenzio. Quel silenzio che ha oscurato le donne nella storia e la loro presenza, in questo caso, alla storia del pensiero. Un pensiero, di solito vissuto come neutro, che in sé contiene la negazione.

L’autrice del volume Filosofe, Dieci donne che hanno ripensato il mondo, (Ponte alle Grazie, 2025) Francesca Romana Recchia Luciani, riformula un canone volontariamente rovesciato, e lo fa, prendendo in esame la vita di dieci filosofe contemporanee che hanno saputo fare del loro pensiero, pensiero incarnato. In altre parole, la loro speculazione filosofica si intreccia con le loro rispettive esperienze di vita.

Ne risente un pensiero non più astratto ma incarnato in un corpo sessuato, considerato dalla cultura maschile solo pura natura, procreazione animale, o decorazione o servizio. Donne che hanno sfidato una condanna la silenzio, alla non esistenza, sul piano del pensiero e dell’agire politico – una non voce che si infrange contro lo speculum, lo specchio di cui parlava Luce Irigaray.

E non è un caso che ad aprire le biografie sia Lou Salomé, una donna di gran fascino, che parla, scrive, si confronta con gli intellettuali del suo tempo: Rilke, Nietzsche, Freud, pratica la sua intelligenza senza remore, né complessi di alcun tipo. Prima di lei vi erano state teoriche che hanno lasciato il segno nella storia del pensiero contemporaneo: Olympia De Gouges con il suo “Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina” dove rivendicava la necessità di una cittadinanza basata sulla piena uguaglianza; Mary Wollstonecraft (1759-1973) madre di Mary Shelley, che lasciò anche lei un documento, Sui diritti delle donne, ricco di motivazione, tra cui quello al diritto all’educazione.

Un ritratto di Judith Butler

Nella genealogia di Recchia Luciani, Maria Zambrano, Hanna Arendt, Simone Weil, Simone De Beauvoir, Agnes Heller, Carla Lonzi, Audre Lorde, Elvira Federici, Judith Butler. Ognuna, a  suo modo, va oltre la soglia del pensiero maschile, partendo da sé e dalla propria esperienza esistenziale.

Chi non conosce il pensiero di Simone Weil che ha fatto dell’esperienza praticai vita, raccontata nei Quaderni, L’Iliade o il poema della forza, Sulle cause dell’oppressione sociale fino a L’Ombra e la Grazia dove Simone riconosce il Divino che è in sé; Hanna Arendt per la sua filosofia etica e dell’agire.

E ancora Simone De Beauvoir, il suo femminismo in “divenire”: “Donne non si nasce ma si diventa”; Maria Zambrano, la filosofa spagnola che ha saputo coniugare filosofia e poesia. E che nella volontà tenta di affermare la realtà nel suo modificarsi con un linguaggio che scarta il parlare neutro per fare di esso una ragione poetica. Continua a leggere→