Singolare, femminile.

di Ivana Rinaldi

Femminile, singolare di Filomena Ciavarella rappresenta una svolta intima rispetto ai suoi precedenti lavori: Tra terra e cielo (Interno Poesia, 2017), Versi per l’invisibile (Transeuropa, 2020), Versi per Dino (Convivio, 2021) dedicati al fratello scomparso precocemente. Mentre le sue prime raccolte si muovono su altre coordinate, come il legame cosmico tra terra e cielo, la dialettica tra vita e morte, qui, nonostante la sensibilità e l’intima ricerca spirituale sempre presenti, il singolare del titolo non è una declinazione grammaticale, è un urto politico: il rifiuto della donna di farsi massa e di perdersi in un plurale indistinto.

Il focus della raccolta poetica, a cui si affiancano alcuni brani in prosa,  è su “l’esistere” e la propria identità di donna “singolare” che rivendica la propria unicità. – Io sono – in una realtà che spesso nega l’esistenza femminile, e dove le vengono cuciti addosso stereotipi e ruoli. Fare sacrificio di sé è un archetipo che si respira nelle radici geografiche e storiche di Filomena Ciavarella e che provoca ferite che la Poesia può sanare.

I primi versi della silloge sono dedicati a sé stessa: Meridiana è quella luce/ che vive dove l’ombra s’abbruna, illuminata/ e l’erba che sorge tra le materne cosce dell’oblio/ lei non si dimenticata mai di sé/ E’ così mia bella che devi vivere/ è così che devi essere donna. Versi potenti, un’esortazione a non dimenticarsi di sé.

E Filomena lo fa con grande pulizia emotiva e stilistica, attraverso la sua dimensione intima e quotidiana, dove gli oggetti prendono vita, il cibo e la sua preparazione quasi un rito che crea un legame con il fuoco interiore e le stelle:

Imbandivi la tavola con la frutta e ogni bene/ per accendere il fuoco nella tua notte (….) e tagliavi la polpa di ogni frutto/ ripassando la bellezza di stagioni/ a occhi pronti per la meraviglia/ isole bianche di afa sospese sul campo dell’infanzia/ e lo schiocco del sole tra le viti.(….). Più lucente rinascere.

Il titolo rivendica dunque una resistenza identitaria, attraverso la parola, un’affermazione del proprio corpo e del sentire che si sottrae a un noi generico, come spesso viene incasellata la poesia delle donne: poesia femminile. La creatività singolare passa attraverso la propria narrazione corporea e interiore in cui il flusso trova la sua dimora nel corpo femminile, e la fiamma che si profonda, resiste alla frammentazione imposta dall’ambiente:

Hai corso mia bella/ L’onda rincorre l’ignoto – lo sai? -/ e poi riappare dove si profonda la fiamma/ (…) Hai corso su quelle rive/ senza perderti tra le stoviglie stralunate. Le lucidavi/ a fuoco d’anima per vivere/ Ora sei petalo del tuo stelo/ della vita senza rimorso.

Con questi versi possiamo collocare Filomena Ciaverella in una genealogia di donne che scrive per “esistere” e resistere Il suo è un atto di libertà e di creatività espresso con voce forte e limpida, senza mai perdere di vista la fierezza della parola, né la sua delicatezza. Non a caso, cita versi di Annie Sexton, che ha fatto del furore interiore, poesia, e Emily Dicknson dell’intimo, una visione profonda.

Chissà dove va l’anima/ quando scompare? Divina e la sua sparizione/ sfiorando con le tua dita/ come fa un amante/ con la sua amata/ E’ l’arte di apprendere per il paradiso.

 

Filomena Ciavarella, Femminile, singolare. Poesie, RP Libri, 2026.

 

 

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